Impianti corti a superficie porosa sinterizzata una soluzione semplice in casi chirurgici complessi

Categoria: News e info - Apr 19, 2010

In questo articolo parliamo di un impianto sviluppato presso L’università di Toronto, nel 1983 dai Professori, D. Deporter, R. Pilliar, P Watson.

È opinione fondata che il potenziale osteointegrativo possa essere fortemente influenzato dal design della superficie dell’impianto, poiché l’adesione, la migrazione e la differenziazione delle cellule della linea osteogenica alla superficie dell’impianto sono ciò che determina una risposta osteointegrativa.

L’impianto Endopore

è caratterizzato da una superficie porosa (processo di sinterizzazione che avviene a 1250C sotto vuoto) dimensione delle sfere 50-150μm, dimensione dei pori > 50μm, si ottiene così una rete porosa tridimensionale sugli impianti, la maggior differenza fra questo design superficiale e quello degli altri impianti è che la rigenerazione interna ossea supporta sia forze di taglio e di trazione molto elevate. La resistenza alle componenti della forza di trazione dell’interfaccia dà luogo ad una distribuzione più uniforme delle sollecitazioni che agiscono sull’osso circostante l’impianto. Queste considerazioni suggeriscono anche che gli impianti a superficie porosa dovrebbero rendere meglio in regioni ossee a più bassa densità, inoltre, l’interconnessione estremamente efficace osso-impianto, risultante dalla rigenerazione ossea interna tridimensionale, permette un uso affidabile di impianti molto più corti. Deporter et altri hanno riportato un elevato tasso di successo (>99%) per impianti corti (lunghezza media = 7,7 mm). Particolarmente notevole è il rendimento positivo dell’impianto, nonostante i coefficienti di lunghezza corona-impianto siano molto maggiori della proporzione 1:2 che il senso comune impone come guida per un uso affidabile degli impianti. Questo, di nuovo, è attribuibile all’eccellente fissaggio impianto-osso, raggiunto per rigenerazione ossea interna nelle strutture a pori aperti. Questo design, conseguentemente, permette l’uso affidabile di lunghezze inferiori; (al momento attuale lunghezze di 5,7,9,e 12mm sono disponibili). Che si preferiscano impianti filettati o impianti a superficie porosa in sedi caratterizzate da larghezze e altezze d’osso di buona densità sostanziale è una questione aperta. Un ovvio vantaggio degli impianti filettati, inseriti in tali sedi, consiste nel fatto che è più facilmente assicurata una stabilità iniziale dell’impianto(presupponendo preparazione adeguata della sede).Tuttavia, l’inserzione corretta di impianti porosi a pressione dà luogo anch’essa a sufficiente stabilità dell’impianto e tassi di successo simili sono stati riportati. In siti implantari compromessi, dove devono essere usati impianti corti, o in siti a bassa densità ossea, dove una rapida osteointegrazione è particolarmente desiderabile, l’impianto Endopore può avere un effetto più significativo. I risultati dell’uso clinico di questo impianto a superficie porosa al momento sono incoraggianti.

  •  
    1) Il primo caso clinico rappresenta la sostituzione di un elemento dentario in posizione 1,6. L’impianto endopore utilizzato è un 7mm di lunghezza 5mm di diametro, l’impianto viene infisso a pressione nel sito ricevente, attesi tre mesi avviene la protesizzazione.

  •  

  • 2) Il secondo caso è una riabilitazione completa mascellare mandibolare, paziente gravemente compromesso da patologia parodontale. Si decide per un approccio post estrattivo per quadranti, ogni intervento viene eseguito con terapia amoxi-clavulanico. Otto impianti endopore nel mascellare otto impianti endopore nel mandibolare.l e misure utilizzate variano da i 5mm 7mm 9mm di lunghezza. Abutment posizionati, il carico funzionale è avvenuto intorno al sesto mese. Questa riabilitazione implanto-protesica è in funzione da circa cinque anni.

Dott. M. Botti

Oggiono (LC)
Collaboratore di Dentisti Italia